Museo perché


Monfalcone: una città, un cantiere. Un binomio inscindibile nel quale l’infrastruttura industriale ha influito in modo determinante e paradigmatico sull’intero territorio strutturalmente, socialmente e culturalmente.

Una storia che affonda le sue radici nella situazione dell'agro monfalconese del Settecento e nella successiva affermazione, nel corso dell'Ottocento, di una nuova classe dirigente che intravide le valenze di sviluppo industriale e portuale dell'area; una storia che, attraverso la successiva nascita di una "Company Town", arriva fino ai nostri giorni e che a partire dalla metà degli anni Venti ha visto la cantieristica Monfalconese e Triestina inserirsi tra i promotori di cultura tecnica nel contesto della civiltà industriale italiana ed europea.

Raccontare questa storia, testimoniarla e preservarla in modo permanente nella sua stratificazione era cosa irrimandabile prima che i cimeli, le memorie, i documenti andassero del tutto dispersi dall’avanzare del progresso che spesso oblitera il passato.
A seguito della realizzazione di mostre e alla pubblicazione di libri, il Comune di Monfalcone ha ritenuto proprio compito istituzionale di promuovere la tutela e la valorizzazione di questa storia valutando la possibilità di raccogliere, ordinare, catalogare e proporre alla fruizione della comunità il patrimonio documentale attraverso una musealizzazione.

Museo come

L’idea nasce nel dicembre 1997 quando il Comune di Monfalcone e la Provincia di Gorizia promuovono la nascita di un Comitato Scientifico, coordinato dal dr. Valerio Staccioli, per studiare la fattibilità di istituire in città un Museo di archeologia industriale.

Nel mese di settembre 2000 il Comitato scientifico presenta una relazione in cui, a fronte dell’impossibilità di reperire una sede per un’istituzione museale, propone l’istituzione di un Museo multimediale di Archeologia Industriale che consenta, grazie alle moderne tecnologie informatiche, non solo di visionare documenti, fotografie e filmati ma anche di visitare virtualmente luoghi e ambienti, di vedere le tecnologie produttive utilizzate e la loro evoluzione nel corso degli anni. Il Comune di Monfalcone decide di avviare un percorso per la realizzazione del Museo Multimediale di Archeologia Industriale i cui obiettivi sono così sintetizzati:

  • catalogare e conservare su supporto informatico tutto il patrimonio documentale e fotografico, sia pubblico sia privato, che testimonia la storia del Territorio e dei cantieri navali;
  • ricostruire luoghi e ambienti non più esistenti e consentirne la visita virtuale;
  • rendere facilmente fruibile il patrimonio storico - documentale agli studiosi e al pubblico attraverso strumenti diversi;
  • realizzare un Museo dinamico e interattivo che consenta di valorizzare le risorse del Territorio e di promuovere l'immagine della città.
Il Comitato scientifico è rinominato nelle persone del dr. Staccioli, del dr. Mellinato e del dr. Visintin ed abbozza le prime indicazioni di percorso.
Su questi obiettivi l’Amministrazione Comunale incontra il favore del Consorzio Culturale del Monfalconese che per suo conto ha prodotto la ricostruzione virtuale del Teatro Euripide di Monfalcone e la catalogazione del fondo fotografico Cividini.

Il Comune di Monfalcone lavora al Museo virtuale da alcuni anni: nel 2001 si è realizzato il CD Rom promozionale del progetto di museo, il progetto del sito Web, a cura della ditta Ikon con l'individuazione di cinque percorsi di visita (cronologia, tematiche, produzione, risorse, bibliografia). Sono stati redatti i saggi relativi alle ricerche storiche e di materiale iconografico legati al percorso di visita cronologico, (dalle origini al 1947) da parte dei membri del Comitato Scientifico.
Nel 2002 sono stati affidati agli stessi studiosi gli incarichi relativi al percorso tematiche, sui personaggi.
Nel 2003 si è provveduto ad affidare alla ditta IKON S.r.l. di Staranzano il completamento della progettazione del software per la catalogazione, la gestione e la consultazione di tutti i materiali. Sono stati affidati gli incarichi professionali per la continuazione del percorso cronologico (dal 1947 al 1967), e per la redazione dei testi relativi alla storia delle navi passeggeri, dei sommergibili e degli aerei. Per il percorso risorse sono stati inseriti documenti e fotografie selezionati dal dott. Staccioli e dal Consorzio Culturale del Monfalconese.
Nel 2003 è stata ufficialmente istituita la Sezione virtuale di Archeologia Industriale del Civico Museo del Territorio.

Museo domani

Nel prossimo futuro il Museo virtuale potrà arricchirsi di nuovi contenuti, sviluppando le tematiche legate alla storia del territorio, alle realtà industriali connesse all'indotto del Cantiere in genere e all'Archeologia Industriale delle altre fabbriche che qui si sono insediate dagli inizi del Novecento. Gli sforzi sono improntati a realizzare concretamente un Museo che permetta la fruizione fisica di oggetti, documenti, immagini, strumenti legati alla realtà industriale del Cantiere navale.

In questo senso si intende procedere a breve alla verifica di una futura partnership con la Fincantieri S.p.A. e con il Ministero della Marina Mercantile.
La rigorosità degli studi, la scientificità delle ricerche stanno a sottolineare la forte volontà da parte dell’Amministrazione Comunale di ricostruire le radici storiche del territorio, storia nella quale ogni singolo cittadino può sentirsi personalmente coinvolto.

In questo luogo troveranno collocazione i materiali componenti la Collezione Marangoni, quali i disegni ed i progetti che Tranquillo Marangoni ha realizzato durante il suo lavoro nel cantiere di Monfalcone, ma anche alcune opere da lui personalmente realizzate per le navi. Il Museo si prospetta come una realtà in crescita, anche tenendo conto delle esigenze di cittadini privati che vorrebbero donare materiale.



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